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	<title>donna Archivi -</title>
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		<title>Anorgasmia femminile</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2022 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[anorgasmia]]></category>
		<category><![CDATA[appagamentosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I disturbi dell’eccitazione sessuale femminile vengono definiti come l’impossibilità di avere o mantenere le reazioni di lubrificazione e tumescenza fino alla fine del rapporto sessuale. Vi può anche essere l’assenza della sensazione soggettiva di eccitamento sessuale e di piacere. L’eccitazione si accompagna ad una vasodilatazione riflessa per l’attivazione dei centri del midollo spinale e questo &#8230; </p>
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<p>I disturbi dell’eccitazione sessuale femminile vengono definiti come l’impossibilità di avere o mantenere le reazioni di lubrificazione e tumescenza fino alla fine del rapporto sessuale. Vi può anche essere l’assenza della sensazione soggettiva di eccitamento sessuale e di piacere.</p>



<p>L’eccitazione si accompagna ad una vasodilatazione riflessa per l’attivazione dei centri del midollo spinale e questo fenomeno periferico può essere rafforzato o inibito dall’influenza del cervello in base a quello che ha registrato nei<a href="https://www.giacomacultrera.it/il-disturbo-post-traumatico-da-stress-nellinfanzia/"> vissuti passati</a>.</p>



<p>I principali fattori organici di lubrificazione sono gli estrogeni ed è questo il motivo per cui codesti disturbi tendono a manifestarsi prevalentemente in epoca pre-menopausa o in menopausa, infatti, anche se il desiderio persiste, il rapporto, però, tende a diventare doloroso.</p>



<p>Le disfunzioni sessuali, intese come inibizione della componente orgasmica durante il rapporto sessuale, sono i disturbi che le donne più frequentemente lamentano o subiscono in silenzio.</p>



<p>Si distingue una disfunzione orgasmica&nbsp;<strong>primaria</strong>&nbsp;se il soggetto non ha mai provato un orgasmo,&nbsp;<strong>secondaria</strong>&nbsp;se si è manifestata dopo un periodo in cui lo esperiva normalmente. La disfunzione può essere ancora<strong>&nbsp;assoluta&nbsp;</strong>se la donna non è in grado di raggiungere l’orgasmo né coitale né clitorideo in nessuna circostanza;&nbsp;<strong>situazionale</strong>&nbsp;se lo raggiunge solo in situazioni particolari.&nbsp;</p>



<p>Va sottolineato, in ogni caso, che la quantità di stimolazione necessaria perché la donna raggiunga l’orgasmo è molto variabile non solo tra persone diverse, ma anche nello stesso soggetto. La variazione della “soglia orgasmica” indica l’influenza di fattori psicologici e culturali nella determinazione dell’orgasmo femminile.</p>



<p>Si calcola che circa il 10% della popolazione femminile, ma probabilmente sono molte di più, esperisce una totale inibizione dell’espressione orgasmica.&nbsp;</p>



<p>Vi sono poi donne che hanno difficoltà ad ottenere l’orgasmo, che, comunque, può essere raggiunto con particolari tecniche e in determinate circostanze.</p>



<p>Altre si adattano alla loro incapacità di raggiungerlo e, pur rinnegando l’importanza di questo, continuano a godere degli aspetti non orgasmici della sessualità.&nbsp;</p>



<p>Altre ancora simulano l’orgasmo derivante dal coito, ma inevitabilmente deluse, dopo un certo periodo di tempo perdono l’interesse per il sesso.</p>



<p>In modo piuttosto frequente questa condizione e la frustrazione che ne deriva determina in queste donne l’insorgenza di<a href="https://www.giacomacultrera.it/le-psicosi-puerperali/"> forme depressive</a>, le quali vanno a determinare una frigidità secondaria o una carenza generale di reattività, che non scompare fino a quando il soggetto non accetta di intraprendere una <a href="https://www.linkedin.com/in/giacoma-cultrera-68758158/">psicoterapia</a> che la aiuti a comprendere la dimensione del problema.</p>



<p>Altri fattori psicosociali possono determinare queste reazioni come, ad esempio, l’ambivalenza verso la coppia, la paura di essere abbandonato o di affermare la propria indipendenza, l’ostilità nei confronti del partner, un senso di <a href="https://www.giacomacultrera.it/la-depressione-post-partum/">colpa</a> verso la sessualità. Quelle sopra citate sono tutte condizioni che espletano un ruolo fondamentale nel determinare un supercontrollo involontario del riflesso orgasmico. La frigidità rappresenta una delle cause più frequenti di infelicità femminile. Anche se, oggi, è accertato che l’orgasmo da stimolazione clitoridea è fisiologicamente identico a quello da eccitazione vaginale, tuttavia la donna ancora si dibatte tra l’uno e l’altro e spesso finisce per rinunciare ad entrambi.</p>



<p>In realtà il piacere femminile è unico, anche se presenta caratteristiche variabili; esso può subire inibizione in tre gruppi di donne: 1) in quelle che vengono paralizzate dalla presenza del partner e che, invece, provano l’orgasmo in solitudine e durante i sogni; 2) in quei soggetti simili alle anoressiche e che come loro sono prive di desiderio; 3) infine, nelle passionali frigide, che rimangono inappagate a causa di una voluttà intensa, ma mal dislocata.</p>



<p>L’anorgasmia va anche considerata come espressione di una<a href="https://www.linkedin.com/in/giacoma-cultrera-68758158/"> nevrosi </a>a due nella cui evoluzione contano il desiderio di entrambi di fortificare l’unione e la relazione affettiva presente nonostante le difficoltà.</p>



<p>Generalmente i disturbi dell’eccitamento sessuale sono sintomi di una sindrome psiconevrotica o di una nevrosi del carattere e per tale inquadramento la sua risoluzione trova indicazione nel trattamento psicoterapico.</p>



<p>Attraverso la psicoterapia si cerca di indurre la presa di coscienza e la risoluzione dei conflitti intrapsichici che hanno “originariamente“ trattenuto l’orgasmo, nello stesso tempo la paziente si deve impegnare nelle esperienze sessuali che vengono indicate in modo da eliminare la sua inibizione e da non intralciare la scarica orgasmica.</p>



<p>Nella disfunzione orgasmica primaria si devono esplorare e identificare le radici remote dell’inibizione e i meccanismi tramite i quali la paziente mortifica il raggiungimento dell’orgasmo. In questo caso diventa necessario risolvere le paure inconsce dell’orgasmo, la rimozione dei fattori che ne hanno determinato l’inibizione e l’attivazione di manovre di stimolazione, anche con la masturbazione o altre tecniche, finalizzate ad ottenere una facilitazione della risposta.</p>



<p>Fondamentali diventano tutti quegli esercizi di visualizzazione sensoriale, che hanno come fine la concentrazione dell’attenzione e delle fantasie erotiche sul rapporto attraverso la stimolazione delle zone che risultano più sensibili.</p>



<p>A volte la donna che non prova orgasmo ha un atteggiamento conflittuale verso il rapporto sessuale ed il coito: in genere teme di rimanere incinta o di potere essere ferita dal pene o ancora di provare sensi di colpa per il coito. Sono questi impedimenti che vanno tutti individuati e risolti.</p>



<p>In conclusione, la strategia terapeutica deve mirare&nbsp;&nbsp;all’identificazione del problema e per quanto possibile alla rimozione dei blocchi intrapsichici e della coppia nei confronti dell’atto sessuale. Importante è l’addestramento dei coniugi, affinché migliorino la capacità seduttiva nella fase precedente il coito, imparino ad ascoltare le proprie reazioni sessuali ed evolvano insieme verso l’accettazione di un orgasmo raggiunto anche attraverso la stimolazione del clitoride se la partner è più recettiva a questo.</p>



<p>Tutte le donne, a meno che non siano affette da gravi malattie fisiche o<a href="https://www.giacomacultrera.it/i-disturbi-cognitivi-nel-ritardo-mentale/"> mentali</a>, o non abbiano insormontabili problemi di coppia, possono riuscire ad ottenere un’adeguata reazione sessuale e a provare l’orgasmo.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Giacoma Cultrera</p>



<p>L’immagine di copertina è stata tratta da unsplash.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>La Menopausa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Articoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2022 14:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[disturbi]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
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		<category><![CDATA[terapiemediche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La menopausa rappresenta una fase fisiologica della vita della donna caratterizzata da tutta una serie di modificazioni fisiologiche e psichiche che portano alla fine della capacità riproduttiva. Il segno più evidente ma non l’unico, conosciuto dal sesso femminile come elemento nefasto dalla notte dei tempi, è la scomparsa del ciclo mestruale. La sua manifestazione nel &#8230; </p>
<p><a href="https://www.giacomacultrera.it/la-menopausa/" class="more-link">Continue reading<span class="screen-reader-text"> "La Menopausa"</span></a></p>
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<p>La <a href="https://www.humanitas.it/malattie/menopausa/">menopausa</a> rappresenta una fase fisiologica della vita della donna caratterizzata da tutta una serie di modificazioni fisiologiche e psichiche che portano alla fine della capacità riproduttiva. Il segno più evidente ma non l’unico, conosciuto dal sesso femminile come elemento nefasto dalla notte dei tempi, è la scomparsa del ciclo mestruale.</p>



<p>La sua manifestazione nel corso della vita della donna è molto variabile come età ed è legata ad una moltitudine di fattori come l’etnia, la familiarità, la nutrizione e anche i fattori sociali. Sicuramente nei <a href="https://www.giacomacultrera.it/la-non-programmazione-dellevoluzione-e-lunicita-delluomo/">Paesi sviluppati </a>il miglioramento delle condizioni di sopravvivenza ha allungato la vita media del sesso femminile e con essa la comparsa e la maggiore convivenza, in genere circa 1/3 della loro vita, con la menopausa.</p>



<p>Dal punto di vista medico dobbiamo distinguere il&nbsp;<strong>climaterio</strong>, rappresentato da quel lungo periodo che va dalla piena funzione riproduttiva alla sua perdita; dalla&nbsp;<strong>menopausa</strong>&nbsp;che, invece, indica la completa cessazione del flusso mestruale e che al momento si verifica intorno ad un’età media di 51 anni. A quest’ultima fa seguito un periodo della durata circa di 5-6 anni, chiamato <strong>post-menopausa</strong>, durante il quale si esaurisce la risposta ovarica alla stimolazione delle gonadotropine e si assiste alla loro diminuzione, condizione che inevitabilmente si accompagna ad un graduale invecchiamento.</p>



<p>In realtà la produzione di steroidi ovarici comincia a diminuire lentamente già nei 5 anni che precedono la menopausa, anche se non tutti sono concordi su questo dato. Decrescono progressivamente anche i livelli plasmatici degli estrogeni, dell’estrone e dell’estradiolo. L’ovaio in post-menopausa continua a produrre piccole quantità di ormoni steroidei. Rimangono invariati i livelli di testosterone, progesterone e cortisolo, perché la loro produzione è legata anche al surrene.</p>



<p>La cessata attività dell’ovaio ha un riverbero inevitabile sulla secrezione delle gonadotropine ipofisarie, cioè FSH e LH. Se un risentimento più diretto si riscontra su LH, questo non avviene per FSH, probabilmente sia per la lunga emivita dell’ormone sia perché come per altri ormoni antero-ipofisari (ACTH) non subiscono variazioni con la menopausa.</p>



<p>Se questi sono solo alcuni aspetti organici, la cui conoscenza è di fondamentale importanza per comprendere meglio alcuni disturbi neurovegetativi e psicologici che una donna può sviluppare in questo periodo; tuttavia non dimentichiamo che negli ultimi 50 anni l’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Condizione_femminile_in_Italia">identità femminile</a> si è arricchita, accanto agli aspetti tradizionali della seduzione e maternità, anche dell’uso dell’intelligenza come strumento di realizzazione in famiglia e nel sociale. Accanto all’allungamento della vita media, alla sicurezza dei metodi contraccettivi, al miglioramento delle condizioni socio-economiche la possibilità di realizzare le proprie capacità intellettuali ha provocato una non perfetta adesione fra ciclo biologico e ciclo sociale della vita. Questo lo cogliamo, dal punto di vista sociologico, con un forte allungamento del periodo adolescenziale, un ritardo lento e progressivo della prima maternità e con lo spostamento della terza età di almeno 20 anni rispetto alla menopausa.</p>



<p>Prima l’identità della donna era fondata quasi esclusivamente sul modello materno, di conseguenza, la sua ristrutturazione nella menopausa poteva avvenire solo attraverso il continuo investimento sui figli fino ai nipoti, creando un’asse affettivo transgenerazionale che si realizzava con la famiglia allargata, la quale inglobava e integrava anche l’eventuale presenza di donne nubili senza figli.</p>



<p>Oggi nella nostra società la <a href="https://www.linkedin.com/in/giacoma-cultrera-68758158/">donna </a>ricopre un ruolo più attivo, per cui la menopausa tende a non essere vissuta più come un processo patologico e si sta modificando questa prospettiva involutiva.</p>



<p>Il quadro clinico della menopausa è caratterizzato da uno squilibrio del sistema nervoso autonomo che genera sintomi del tipo vampate, sudorazioni, palpitazioni; dalla instabilità emotiva, la quale provoca cefalea, insonnia, cambiamenti d’umore, depressione, frigidità, ansia e dalle conseguenze delle modificazioni metaboliche, che inducono vagina senile, atrofia della cute e delle mucose, atrofia delle mammelle, osteoporosi, artropatia degenerativa.</p>



<p>Tuttavia, va tenuto presente che i sintomi derivano dalla interazione delle diverse componenti genetiche con una variabilità che dipende dal soggetto e dalle condizioni ambientali in cui si manifesta la sintomatologia. L’ambiente culturale e, quindi, la <a href="https://www.giacomacultrera.it/la-depressione-post-partum/">componente psichica </a>e la sua influenza hanno un peso enorme sulla manifestazione dei sintomi e sul modo di viverli e superarli.</p>



<p>Il problema clinico più consistente è rappresentato dalla manifestazione in menopausa di una <a href="https://www.giacomacultrera.it/le-psicosi-puerperali/">forma depressiva </a>spesso non compresa, che sembra essere molto diffusa ma che risulta difficile da documentare clinicamente.</p>



<p>Certo è che la menopausa è stata in passato ingiustamente accusata sul piano patogenetico di eccessive responsabilità “psichiatriche”, attribuendo alle modificazioni biologiche di questo periodo un ruolo causale eccessivo rispetto ai sintomi psichici che possono manifestarsi.</p>



<p>Tenendo presenti i molteplici fattori di cambiamento è una realtà documentata che ogni soggetto mette in atto reazioni molto individuali al problema, modulate dalle caratteristiche della sua personalità.</p>



<p>I ginecologi, oggi, ricorrono spesso all’uso della terapia estrogenica sostitutiva spesso per via transdermica. Non sempre questa è utilizzabile soprattutto dove ci sono stati precedenti di <a href="https://www.giacomacultrera.it/la-mania/">deliri psicotici</a> di una certa importanza, perché può avere riverberi sulla psiche con conseguenze non piacevoli, così come non è utilizzabile in alcune forme di cancro estrogeno-dipendenti, per cui è importante valutare caso per caso e non propinare facili soluzioni.</p>



<p>Dal punto di visto dello psicoterapeuta un elemento che mi ritrovo ad osservare con frequenza è che la manifestazione dei sintomi dipende molto dall’impostazione mentale della donna e da quanto si fa influenzare dall’ambiente che la circonda. Una concreta psicoterapia cognitiva che la porta a manifestare le sue ansie e gli stati depressivi con la corretta ricostruzione biologica di ciò che sta avvenendo nell’organismo, a che il tutto venga vissuto in modo naturale così come il menarca, placa atteggiamenti distorti senza ricorrere a terapie farmacologiche, ma al massimo utilizzando qualche tecnica di rilassamento. Questo tipo di lavoro naturalmente ci fa uscire dai nuovi schemi propinati dalla società di un’eterna giovinezza che è un’illusione anche peggiore di certe convinzioni sbagliate. Attraverso l’<a href="https://www.linkedin.com/in/giacoma-cultrera-68758158/">approccio psicoterapico </a>adeguato donne che ho avuto in terapia hanno gradualmente superato il problema, si sono spenti da sé i sintomi neurovegetativi e hanno riconquistato la loro serenità mentale, comprendendo che ogni stadio della vita va vissuto con spirito esplorativo e con quei nuovi aspetti che riserva non necessariamente negativi, ma che, invece, vanno valorizzati in una nuova dimensione.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Giacoma Cultrera</p>



<p>L’immagine di copertina è stata tratta da unsplash.</p>
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