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		<title>La disgrafia nei bambini</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2022 14:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[bambino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>De Ajuriaguerra affermava che il bambino entra a scuola per gioco e poi si accorge che di gioco non si tratta affatto. L’apprendimento scolare è il risultato dell’interazione di vari fattori biologici, educativi, culturali, motivazionali e sociali. Bambini con modesti difetti strumentali, ad esempio, di tipo percettivo, o funzionali, come dislessia e discalculia, possono trovare &#8230; </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>De Ajuriaguerra affermava che il bambino entra a scuola per gioco e poi si accorge che di gioco non si tratta affatto. L’apprendimento scolare è il risultato dell’interazione di vari fattori biologici, educativi, culturali, motivazionali e sociali. Bambini con modesti difetti strumentali, ad esempio, di tipo percettivo, o funzionali, come dislessia e discalculia, possono trovare all’inizio della scuola, obiettive difficoltà e ciò innescherebbe un processo inibitorio che sostiene il rifiuto a competere, a commisurarsi e ad identificarsi.</p>



<p>Abbiamo tre ordini di disturbi che corrispondono ai tre ambiti più classici dell’istruzione scolastica:</p>



<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disgrafia">disgrafia</a>;</p>



<p>dislessia;</p>



<p>discalculia.</p>



<p>La<strong>&nbsp;disgrafia</strong>&nbsp;è secondo il DSM IV la caduta al di sotto della norma della prestazione di scrittura in rapporto a quanto ci si attende da un soggetto di una certa età, intelligenza, scolarità. Secondo Brotini è la difficoltà specifica di riprodurre i segni alfabetici e numerici il cui tracciato appare incerto, irregolare nella forma e nella dimensione e in ogni caso inadeguato ai modelli.</p>



<p>La <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/disgrafia/">disgrafia</a> va tenuta distinta dalla disortografia che, invece, è riferita ai contenuti, i quali possono riguardare la parola e in questo caso si avranno omissioni di lettere, mancanza di apostrofi, accenti, uso inappropriato delle concordanze;&nbsp;&nbsp;oppure la frase e, in questo secondo caso, si riscontreranno errori nelle regole grammaticali e sintattiche.</p>



<p>Questa distinzione è molto importante sotto il profilo della riabilitazione, che è più psicomotoria per la disgrafia e neuropsicologica per la disortografia.</p>



<p>I disturbi della scrittura non possono essere adeguatamente compresi se non si considerano i metodi di insegnamento di questa che vanno sottoposti a dotta e vasta revisione.</p>



<p>Il processo di apprendimento della <a href="https://www.giacomacultrera.it/lo-sviluppo-storico-della-scrittura/">scrittura</a> contempla tre tipi di prestazione:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>Il&nbsp;<strong>dettato</strong>, che in italiano è favorito dall’elevata coincidenza tra grafemi e fonemi, cosa, ad esempio, che non accade in inglese. Nell’analisi del dettato noi possiamo riscontrare turbe fonologiche, le quali diventano causa di errori ed omissioni e turbe ortografiche, che invece inducono errori nella scrittura di parole omofone. Va ricordato che le turbe fonologiche sono più facili da risolvere e scompaiono più facilmente.</li><li>La&nbsp;<strong>scrittura spontanea</strong>, la quale richiede che si realizzi la convergenza di un numero elevato di elementi neuropsicologici, tra cui i patterns grafomotori, il controllo motorio, le competenze della mano, l’analisi oculomotoria…</li><li>La&nbsp;<strong>copia</strong>, che comporta la messa in opera di prassie costruttive e visive, ricordando che la impossibilità di copiare non impedisce la scrittura come avviene nei ciechi.</li></ol>



<p>L’apprendimento della scrittura è molto complesso e richiede <a href="https://www.giacomacultrera.it/liperattivita-psicomotoria-nel-bambino/">l’integrità </a>di molte vie nervose. Tra i primi prerequisiti a dover essere integri sono quelli percettivi visivi, psicomotori ed esperienziali; altri che sono richiesti progressivamente man mano che la scrittura viene appresa sono sempre di tipo percettivo, ma uditivi e neuropsicologici, cioè linguistici, spaziali, temporali, connessi alla dominanza.</p>



<p>Il mancino non è un disgrafico, ma può divenirlo se viene corretto malamente e non facilitato, utilizzando le tecniche <strong>ad personam</strong> più idonee per farlo scrivere con fluidità e senza sforzo eccessivo.</p>



<p>Il trattamento della disgrafia e della disortografia è piuttosto complicato, perché ogni trattamento deve prevedere un’analisi individuale accurata, al fine di riconoscere il tipo di errore prevalente nella sua reale entità e di lavorare su questo in modo isomorfo, cioè eseguendo un trattamento mirato e non generico.</p>



<p>Se si considera la distinzione classica, in base alla quale la disgrafia è la difficoltà primaria di eseguire il gesto grafico, allora bisogna prendere in considerazione le alternative alla scrittura manuale, come la scrittura con le lettere mobili, quella a macchina o con il computer. Tuttavia, il nostro intervento deve essere finalizzato a sviluppare e consolidare quelle aree che sono più deboli e più si interviene su un bambino piccolo migliori sono i risultati: occorrono esercizi motori e percettivi, bisogna curare la direzione dello sguardo, effettuare attività psicomotorie come la tecnica dello strappo, del ritaglio e altre.</p>



<p>Più complesso è il caso della disortografia, perché le difficoltà sono dovute ad una disorganizzazione neuropsicologica. Condizione fondamentale per porre diagnosi è che il bambino abbia un livello intellettivo normale. Le sedute non sono delle lezioni, bensì momenti in cui si lavora in due per riconquistare la<a href="ttps://www.giacomacultrera.it/lautoregolazione-dellapprendimento/"> motivazione </a>e lottare contro un atteggiamento di rinuncia che tende ad instaurarsi.</p>



<p>Spesso ricorriamo al programma Frostig con l’esecuzione di una serie di esercizi che agiscono su cinque aree:</p>



<ol class="wp-block-list" type="a"><li>La coordinazione oculo-manuale;</li><li>La percezione figura-sfondo;</li><li>La costanza percettiva;</li><li>Il corretto riconoscimento delle posizioni spaziali e delle relazioni spaziali.</li></ol>



<p>Un trattamento attento e sistematico condotto da un terapeuta esperto produce risultati di grande interesse, che migliorano notevolmente la vita del bambino.</p>



<p>Un’attenzione va rivolta a quei bambini che presentano una deficienza dei difetti uditivi modesti e clinicamente non apprezzabili: il loro riverbero sulla scrittura è, comunque, evidente, e in tutti questi casi la correzione del difetto percettivo dimostra che il risultato diventa la normalizzazione della prestazione con l’inevitabile miglioramento della qualità di vita del soggetto.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Giacoma Cultrera</p>



<p>L’immagine di copertina è stata tratta da unsplash.</p>
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